By Stimulating Stem Cells, Bioactive Nanogel Regenerates Cartilage in Joints

da popsi.com

When Bones Collide When the cartilage in your joints wears out, it doesn’t regenerate itself. A breakthrough nano-gel could change all that by stimulating the stem cells in bone marrow that catalyze cartilage growth. Epic

The body is a resilient biological structure, but there’s one thing medical science, an increasing number of Baby Boomers, and the majority of professional athletes will all tell you: Take care of your joints, because once you burn up the cartilage you started with, you’re not getting any more. But a breakthrough by Northwestern University scientists will now allow adult joints to naturally grow new cartilage for the very first time.

Unlike bone, muscle and other tissues in the body, cartilage that is damaged or worn away over time does not regenerate itself. The cartilage you have when you reach adulthood has to last you for life; if it doesn’t, you can suffer debilitating joint pain or even osteoarthiritis, which is neither pleasant nor effectively treatable.

To stimulate the growth of type II collagen — the main protein in the clean, smooth cartilage that caps bones where they make contact in joints — the NU researchers created a bioactive nanogel that can be injected into the joint in a minimally invasive manner. The gel self-assmebles into a fibrous, solid extracellular matrix similar to what joint cells see in natural cartilage production. The gel also binds to one of the key growth factors for cartilage regeneration and keeps it localized in the damaged area. This stimulates the stem cells present in bone marrow that in turn activate type II collagen production naturally. The matrix slowly breaks down into nutrients as the natural cartilage builds up, eventually being replaced altogether by locally grown cartilage tissue.

The process has undergone successful animal testing, but its likely got a few more years of testing ahead of it before it could become commonplace. But the timing couldn’t be better; an aging population means an increase in achy old joints. A fresh round of cartilage production could keep many of the more senior members of society in the workforce, on the golf course and out of orthopedic surgeon’s office.

secondo me questa è una notizia importantissima!

Avviso sostituzione batteria con Windows 7: chiarimenti da Microsoft

da hwupgrade.it

“Microsoft Windows 7 è in grado di rilevare quando la batteria del portatile ha un’efficienza inferiore del 40% rispetto ai dati di targa. Questa segnalazione ha creato confusione in alcuni utenti; ecco alcuni dettagli da Steven Sinofsky – president of the Windows and Windows Live Division ”

Nei giorni scorsi Microsoft aveva confermato il proprio interessamento nei confronti di un problema relativo Windows 7 e alle batterie dei notebook. L’inconveniente segnalato da varie fonti e su svariati forum non era da poco e riguardava uno degli aspetti ritenuti strategici da parte degli utenti: l’autonomia di funzionamento del portatile alimentato da batteria.

A chiarire la situazione è Steven Sinofsky – president of the Windows and Windows Live Division – che attraverso le pagine dell’ Engineering Windows 7 blog liquida la questione: “in questo momento non abbiamo ragione di credere che vi siano problemi riconducibili a Windows 7“.

Nel proprio post la questione viene debitamente argomentata e si deduce come in realtàWindows 7 sia in grado di rilevare quando la batteria del portatile è degradata e ha ridotto la propria capacità di oltre il 40% rispetto ai dati di targa. In questa situazione l’utente viene informato in merito al problema e si suggerisce la sostituzione della batteria. Questa caratteristica non era disponibile sui precedenti sistemi operativi e proprio per questo motivo le segnalazioni riguardano il solo Microsoft Windows 7.

Steven Sinofsky conferma come le segnalazioni fino ad ora prese in considerazione da Microsoft riguardassero notebook la cui batteria effettivamente doveva essere sostituita. A conferma di questi argomenti l’esponente di Microsoft conferma come le segnalazione “Consider replacing your battery” sia spesso associata a sistemi la cui batteria ha più di 18 mesi di vita. Per chi dovesse incorrere in tale avviso anche installando una batteria nuova nel proprio PC Microsoft suggerisce di contattare le risorse  TechNet forum, e Microsoft Answers forum.

oscurato the pirate bay in italia

da ilsoftware.it

The Pirate Bay va oscurato. Il sito, da tempo nell’occhio del ciclone, non potrà più essere raggiungibile dal nostro Paese. E’ quanto ha deciso il Tribunale di Bergamo allineandosi alla sentenza 49437 della Cassazione, pubblicata lo scorso mese di dicembre. La Corte di Cassazione ha infatti sancito la “sequestrabilità” di quei siti Internet, anche stranieri, che offrano strumenti atti a facilitare la diffusione di opere protette da copyright senza averne diritto.
L’autorità giudiziaria, spiegò la Cassazione, ha poi potere inibitorio di ordinare ai provider Internetla preclusione “dell’accesso alla rete informatica Internet al solo fine di impedire la prosecuzione” della violazione del diritto d’autore. Ciò significa che “il giudice può disporre il sequestro preventivo del sito web il cui gestore concorra nell’attività penalmente illecita di diffusione nella rete Internet di opere coperte da diritto d’autore, senza averne diritto, richiedendo contestualmente che i provider del servizio di connessione Internet escludano l’accesso al sito al limitato fine di precludere l’attività di illecita diffusione di tali opere“.

Ed ecco quindi che da ieri è stata avviata la procedura di notifica ai vari fornitori di accesso Internet che saranno tenuti ad inibire l’accesso a The Pirate Bay.
Alcuni osservatori si chiedono quanto possa essere utile un provvedimento che non impedisca in toto la fruibilità di un servizio in Rete (si cita ad esempio l’uso di server DNS stranieri, come il famoso “OpenDNS” o quelli di Google, sui quali non saranno applicati i filtri adottati dai provider italiani).

I fondatori di The Pirate Bay – Frederik Neij, Peter Sunde e Gottfrid Svartholmmen, insieme con Carl Lundström (quest’ultimo il principale finanziatore del progetto) – sono stati già ritenuti, in Svezia, ritenuti colpevoli di violazione di copyright ad aprile scorso. Il giudice del tribunale di Stoccolma condannò i quattro ad un anno di carcere a testa oltre al pagamento di 30 milioni di corone pari all’incirca a 2,7 milioni di euro di risarcimento danni. Il processo di appello, diversamente da quanto inizialmente programmato, è stato rinviato. Ad ottobre scorso era arrivata una nuova bordata dall’Olanda: la corte del tribunale di Amsterdam ordinò agli amministratori di The Pirate Bay di eliminare tutti i “link” facenti riferimento a materiale soggetto a copyright.

se pensano di cambiare o risolvere qualcosa devono pensare ancora, col “proibizionismo” non si è mai ottenuto niente…italiani ottusi

Gmail all’attacco di Facebook La posta di Google è “social”

da repubblica.it

GOOGLE ci riprova: nonostante i tentativi falliti degli ultimi anni, l’azienda di Mountain View non si rassegna all’esclusione dall’enorme mercato dei social network e si prepara a trasformare il suo servizio di posta elettronica Gmail nell’arma per attaccare lo strapotere di Facebook e Twitter.

Secondo indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal, Google presenterà oggi nuove funzionalità che permetteranno agli utenti di Gmail non solo, come già avviene, di aggiornare il proprio status online, ma anche di “aggregare gli aggiornamenti dei propri amici in un flusso”, proprio come quello che compone le homepage di Facebook e di Twitter.

Si tratterebbe di una mossa chiaramente volta a invertire la tendenza che vede la posta elettronica sempre meno usata, specie da determinate fasce di utenti, in favore dei servizi di social networking. Secondo una recente indagine Nielsen, il pubblico delle reti sociali ha superato quello delle e-mail: 301 milioni di utenti contro 276 milioni.

La nuova funzionalità di Gmail, riferisce il Wsj, “comprenderà i contenuti che l’utente e i suoi amici condividono tramite YouTube e Picasa”. La tempistica con la quale le nuove caratteristiche saranno aggiunte al servizio non è ancora chiara. Il sito Wired ipotizza che Google possa includere nel flusso di Gmail anche gli aggiornamenti che l’utente pubblica su Twitter. Più difficile che lo stesso dialogo possa avvenire con Facebook, servizio basato su protocolli non condivisi.

Google tenta di affermarsi nel settore dei social network dal 2004, ben prima dunque del boom di Facebook e Twitter. Ma, da Orkut in poi, le sue iniziative non hanno mai incontrato il favore del grande pubblico. La piattaforma Google Wave, pensata come un nuovo strumento di comunicazione per il web 2.0, giace semi-dimenticata in versione beta dallo scorso maggio. Nel frattempo, secondo alcune anticipazioni, Facebook si starebbe attrezzando per disturbare Gmail direttamente sul suo terrento, trasformando il suo sistema di messaggistica in un vero e proprio servizio e-mail. Il progetto sarebbe stato battezzato in codice “Titan”.

Con i suoi 150 milioni di utenti unici mensili, Gmail può fornire al colosso di Mountain View il trampolino decisivo per un salto finora fallito. Come osserva il Financial Times, la posta elettronica di Google possiede in nuce “una quantità di elementi che, messi insieme, possono fornire un’alternativa basilare a Facebook”.

una causa persa imo

ferito al pene per un’esplosione causata dal metano “prodotto” in bagno

da chrashdown.it

La notizia arriva dal Ghana, dove uno dei più famosi quotidiani del luogo riporta la notizia di una particolare esplosione in un bagno pubblico.

Resta ferito al pene per un'esplosione causata dal metano "prodotto" in bagno

Tutti hanno urlato all’attentato e sono scappati immediatamente temendo altre esplosioni. Alcuni testimoni, rimasti comunque nelle vicinanze, hanno però visto uscire un uomo dai bagni pubblici barcollante e con i pantaloni abbassati.

Così hanno avertito subito i soccorsi, che in poco tempo hanno trasportato l’uomo presso l’ospedale più vicino, il Anokye Okomfo Teaching Hospital.

Il verdetto dei medici è stato subito chiaro a tutti: pene tagliato e ano gravemente dannegiato. Intanto le autorità locali, indagando sulla causa, hanno scongiurato il rischio attentato. Infatti pare che a causare l’esplosione sia stato un drammatico incidente dovuto al metano che era in bagno e ad una sigaretta fatalmente accesa.

BEER GOOD FOR THE BONES

beccatevi le ragioni scientifiche per giustificare le vostre sbronze!!!! xD

da http://news.discovery.com/human/beer-healthy-bones.html

Some beers contain high amounts of silicon, a nutrient that helps strengthen bones, research finds.

As wine gets showered with publicity for its heart-fortifying, health-boosting effects, beer has maintained a reputation as a dietary wasteland, full of empty calories. But beer, according to growing research, has some powerful nutritional properties, too.

In one of the latest studies, scientists found that some varieties of beer contain large amounts of silicon, a nutrient that helps strengthen bones. Although the study didn’t specifically test the health effects of a cold frothy pint, the findings suggest that moderate beer drinking might help reduce the risk of osteoporosis and other diseases.

“The wine guys have stolen the moral high ground,” said Charles Bamforth, a biochemist and professor of food science at the University of California, Davis. “The reality is there’s now growing consensus around the world that the active ingredient in alcoholic beverages that counters atherosclerosis is alcohol. It doesn’t matter if it’s wine or beer.”

“I resent the stance that people take that wine is better,” he added. “It’s not.”

Over the years, scientists have uncovered a number of health benefits in beer. The beverage contains folate, for example, which helps prevent cancer and reduces the risk of birth defects. Beer can also limit kidney stones and gallstones. And it can lower the risk of late-onset diabetes.

“The list,” Bamforth said, “goes on and on.”

Scientists have long known that beer also contains silicon, which strengthens bones in animal studies and has been linked with higher bone-mineral density in people. Bamforth and graduate student Troy Casey wanted to know what determines how much silicon a given type of beer ends up with.

After dissecting the ingredients in beer and analyzing 100 types of commercial brew, the researchers found a range of silicon levels — from about 6 milligrams of silicon per liter of beer to more than 56 mg/L. One liter is equivalent to about two bar-standard pint glasses.

Nutritionists don’t yet know how much silicon is ideal, but people tend to consume an average of between 20 and 50 mg of silicon a day, and studies suggest that people should get at least 46 mg daily, said Katherine Tucker, a nutritional epidemiologist at Northeastern University in Boston. Besides beer, sources include fruit, vegetables, and whole grains.

When it came to styles of beer, a few patterns emerged, the researchers report today in the Journal of the Science of Food and Agriculture. Ales tended to contain more silicon than lagers did — with an average of 33 mg/L compared to 24 mg/L. India Pale Ales, or IPAs, had the highest levels — an average of 41 mg/L.

The trends suggest that raw ingredients and brewing techniques determine how much silicon ends up in the final product. The greatest source of silicon, Bamforth said, is malt — the sprouted cereal grain that forms the soul of a beer. Starches in sprouted barley or wheat break down into sugars that yeast converts into alcohol.

Beers with lots of malt had the most silicon, with barley containing more of it than wheat did. The scientists found lesser amounts of silicon in hops, which add spiciness and flavor to beer.

As for brewing styles, vigorous processing released higher levels of silicon into the beverage. Drying of the malted grains made a difference, too. Drying develops color and flavor but reduces silicon. So, strong, dark beers had relatively low levels of silicon because they experienced excessive drying.

Together, the results suggest that people who want to get the most silicon for their beer-drinking buck should go for malty, hoppy barley-based brews that aren’t too dark.

As with most nutrients — and most happy hour drinks — though, you can get too much of a good thing. Men should stop at two drinks a day, Tucker said. Women should stop at one.

“It is important to stress that moderate alcohol intake appears to be protective of bone,” Tucker said, “but too much is bad for health and…is associated with bone loss.”

At the end of a long, hard day, it’s probably not necessary to consider silicon in your beer selectoin, Bamforth said. After all, his study found a wide range of silicon levels within each category. All beers, he added, contain at least some of the nutrient.

“I would first consider flavor and whether you like it or not,” Bamforth said. “Choose the beer you enjoy, for goodness sake.”

CESSI

da chrashdown.it

questo articolo è dedicato in particolare a Japo e Cumba:

FIRENZE - Avete mai pensato che un WC potesse diventare un’opera d’arte?

L’idea è venuta agli ideatori del progetto “Fuoriluogo Wchairs“, in mostra a Firenze nella Galleria dei Medici di Palazzo Medici Riccardi. La mostra, nello straordinario scenario del passaggio coperto che collega via Cavour a via Ginori, resterà aperta fino al 14 febbraio, giorno di S.Valentino.

Le opere messe a disposizione del pubblico sono 17 WC reinventati da un gruppo d’artisti, guidati da Simona Chiessi. L’idea, certamente originale, è tratta dall’opera di Marcel Duchamp che – a suo tempo – trasformò un’orinatorio in una fontana.

L’autrice del “cesso-panchina con edera” – Ginevra De Renzis Sonnino – ha spiegato che la sua opera ha inoltre un significato filosofico, di ritorno alla natura. Ricordiamo inoltre che la Chiessi & Fedi è un’azienza realmente esistente che s’occupa della produzione di forniture termoidrauliche dal lontano 1938.

[FOTO] WC reinventati in mostra a Firenze: eccone un "assaggio"

[FOTO] WC reinventati in mostra a Firenze: eccone un "assaggio"

[FOTO] WC reinventati in mostra a Firenze: eccone un "assaggio"

[FOTO] WC reinventati in mostra a Firenze: eccone un "assaggio"

quest’ultima foto in particolare secondo me è degna di nota… cagar sopra l’italia non ha prezzo!!

film recenti da NON vedere

the book of eli – pessimo.. dz è il mio attore preferito e anche qua recita alla grande ma il film fa semplicemente cagare

cash - una merdata di serie B.. trama già vista, attori scadenti..

funny people – di funny non ha niente.. mi dispiace per adam sandler ma il film è pesante e lento

daybreakers - questo è quasi decente ma se dovete perdere 2 ore meglio far altro

WATER FREEZES WHEN HEATED

da http://news.discovery.com/tech/water-freezes-when-heated.html

Usually water freezes at 32 degrees Fahrenheit and temperatures below that. But now scientists - reporting today in the journal Science — have found a way to keep water in a liquid form at -40 degrees F. What’s more, the scientists have found another way to make the water freeze when it’s heated. It’s a curious phenomenon to say the least, but the results could have implications for computer climate modeling.

Igor Lubomirsky and his colleagues from Israel’s Weizmann Institute of Science achieved this unusual feat using dust-free water on materials called pyroelectric amorphous solids, which change their electrical charge depending on their temperature.

One of the materials the scientists looked at was lithium tantalate. At 12 degrees F, the material has a negative charge. But raise the temperature to 17.6 degrees F, and it has a positive charge.

When the scientists put dust-free water on the material, the freezing point no longer was the normal 32 degrees. In fact, the freezing point depended on the charge. The scientists were able to supercool the water down -40 F without it freezing.

A negative charge did the opposite. So when they applied a negative charge to the surface, thereby raising the temperature to 17, the “heated” water froze.

Another strange thing happened: on a positively charged surface, the water froze from the bottom up, and on a negatively charged surface, the water froze from the top down.

Lubomirsky told NPR that he wasn’t sure yet why any of this happened.

But the implications of the roll of dust in water should be considered in climate modeling, Franz Geiger, a physical chemist at Northwestern University in Illinois, told NPR. Ice in the atmosphere forms on dust particles and dust particles can have different electrical charges. That could influence temperatures, so it’s a variable that could be taken into consideration in computer models of climate.

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INQUINAMENTO: I media parlano di Milano e dei continui “sforamenti” ma è Napoli la regina delle Pm10 nel 2009.

da terranews.it

A Milano c’è il problema inquinamento. Giornali e tg ci informano puntualmente su quanti sforamenti del livello di PM10 ci sono stati dall’inizio dell’anno, quante multe, quanti blocchi, quali le proteste delle mamme antismog, di medici e cittadini preoccupati. La preoccupazione per l’inquinamento atmosferico è giustificata: la presenza elevata nell’aria del PM10, particolato con diametro uguale o inferiore a 10 µm (pari ad 1/5 di un capello), è stata messa in relazione diretta con la salute dell’uomo.

Nel 2006 uno studio dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) ha rivelato che in 13 città d’Italia 8.220 morti l’anno sono attribuibili al PM10 per concentrazioni superiori ai 20 µg/m³. Questo valore equivale al 9% della mortalità per tutte le cause naturali nella popolazione oltre i 30 anni di età. In positivo, la riduzione della concentrazione di PM10  è direttamente proporzionale all’allungamento dell’aspettativa di vita: ogni 10 microgrammi per metro cubo di Pm10 in meno, aumento l’aspettativa di vita media di circa sei mesi.

Per regolamentare tali emissioni la Commissione europea ha determinato dei limiti: il PM10 nell’aria non può superare 50 µg/m³ al giorno (valore medio misurato su 24 ore) per più di 35 giorni all’anno, e la media annuale non deve superare i 40 µg/m³. Da dove proviene il PM10? Da fonti che sono in minima parte naturali (l’erosione del suolo, gli incendi, il sale marino) ma soprattutto artificiali: traffico urbano, impianti di riscaldamento, industrie, centrali elettriche, inceneritori, ecc. La sorpresa è che, se Milano è “la città dello smog”,  nel 2009 la “regina” degli sforamenti, come faceva notare il vicesindaco di Milano, è stata Napoli, con 176 sforamenti in un anno (circa cinque volte di più del lecito).

Il 2010  riconferma tale tendenza, visto che, se Milano ha già visto 25 sforamenti, Napoli non è da meno con ben 20 sforamenti, contro i 16 registrati l’anno precedente nello stesso periodo dell’anno. Mentre nel mondo il tema inquinamento e PM10 è trattato in maniera seria e scientifica, a Napoli da due anni si adducono scusanti fantasiose o comunque non risolutive, come l’incidenza dei paesi limitrofi, il porto ed  il malfunzionamento delle centraline di rilevamento dell’Arpac.

Secondo l’Apat (Agenzia per la protezione dell’ambiente, dati 2006) le pm10 a Napoli sono composte al 48% dal trasporto su strada, al 23% dal riscaldamento, al14% dall’industria ed al 16% da altri trasporti. Prendiamo solo due esempi: il trasporto urbano e il porto. Riguardo al trasporto su strada, il parco macchine napoletano risulta essere tra i più obsoleti d’Italia. Il 27% delle auto, il 19% degli autobus e circa il 40% dei camion merci che circolano hanno più di 20 anni, e il 70% delle autovetture non è euro 3 o 4 (analisi Euromobility del 31 dicembre 2008).

Le velocità medie di spostamento, un ottimo indicatore del traffico in città, rivelano che, rispetto ad altre città d’Italia, a Napoli la velocità media per gli spostamenti in auto è la più bassa (20 km/h), gli autobus sono i più lenti (10 km/h) (Rapporto Cittalia 2009 Città Mobili) e per i taxi non va meglio, visto che in 4-6 ore non riescono a percorrere più di 50/60 km. Per quanto riguarda il porto, poi, più volte esso è stato tirato in causa, ma anche in questo caso ciò non trova eccessive giustificazioni perché il traffico merci nel porto è solo poco più intenso che altrove e comunque non è aumentato di molto negli ultimi anni.

Anche per il caso delle concentrazioni di pm10 , quindi, come per la raccolta differenziata che abbiamo presentato la scorsa settimana, pare che il problema non sia né stato centrato né analizzato a dovere, nonostante il fatto che dal 2008 ad oggi si è assistito ad un’impennata dei giorni di sforamenti, che avrebbe dovuto accelerare ogni verifica. A parte le polemiche e gli stop al traffico – spesso programmati con scarso anticipo -, non si è vista una politica di analisi seria del problema. Sulla salute non si scherza.

Se c’è un problema smog a Napoli va fatto tutto il possibile per risolverlo, individuando le cause principali e limitandone gli effetti negativi, se si pensa che le centraline sono mal funzionanti non ci dovrebbe volere molto tempo per verificarlo. Rimane un mistero la poca attenzione degli organi di informazione e dell’opinione pubblica campana a questa problematica. Le pm10 provocano danni alla salute a Milano come a Napoli, ma qui a Napoli forse la rassegnazione generale ha annullato la speranza di cambiare qualcosa.

fosse l’inquinamento il problema lì……