Memristor, chip che non dimentica

scoperto un nuovo tipo di circuito

I computer avranno nuove e potenti funzioni simili al cervello umano
di GIOVANNI GAGLIARDI

Stanley Williams, che ha guidato la ricerca sul Memristor

ROMA – Potrebbe essere l’attesa rivoluzione dell’elettronica: un nuovo tipo di circuito, considerato una sorta di anello mancante, è stato messo a punto nei laboratori della Hp. E’ in grado di ridurre sia i consumi che i tempi morti, poiché non perde dati una volta tolta l’energia. Ma non solo. Il Memristor, così è stato battezzato questo nuovo tipo di memoria no-stop, darebbe nuove funzioni ai computer, rendendoli sempre più simili al cervello umano.

L’esistenza del Memristor era stata teorizzata nei primi anni Settanta dal professore universitario Leon Chua. Dopo quasi quarant’anni, grazie alle nanotecnologie applicate all’elettronica, gli Hp Labs ora annunciano di essere riusciti a crearne un modello matematico e un esemplare fisico. Il resistore della memoria, da qui il nome, è stato realizzato partendo da un composto di due strati di biossido di titanio attraverso cui è stata fatta passare corrente elettrica e consente di creare memorie che non perdono i dati una volta tolta l’alimentazione. Chua lo aveva definito come quarto elemento di un circuito passivo, insieme alla resistenza, al condensatore e all’induttore.

“Riuscire a scoprire qualcosa di nuovo e completamente innovativo nel campo ormai maturo dell’ingegneria elettronica è estremamente raro” ha affermato il capo delle ricerche Stanley Williams. I Memristor integrati sui chip, ha spiegato Williams, funzionerebbero come una memoria flash, cioè non perdendo il contenuto quando si spegne il computer. Inoltre richiederebbero meno silicio e consumerebbero meno energia. L’unico neo è la velocità, che secondo i ricercatori per ora è di dieci volte inferiore a quella delle attuali Dram, memorie non in grado, però, di conservare i dati senza alimentazione.

Le memorie basate su Memristor potrebbero sostituire quelle a cambiamento di fase usate per realizzare dispositivi di memorizzazione a stato solido. Integrate in un computer consentirebbero di tornare, nel momento dell’accensione, al punto in cui si era un istante prima dello spegnimento. Altro impiego interessante potrebbe essere nel cloud computing, che coinvolge migliaia di server e sistemi di archiviazione.Da non sottovalutare, poi, le aspettative che si aprono sul fronte del risparmio energetico: notevoli, sul fronte casalingo, di tutto rispetto per quanto riguarda gli enormi server dei colossi dell’informatica e della ricerca.Nei laboratori della HP sono riusciti a compattare 100 Gigabit di capacità su un singolo chip, un salto enorme, se confrontato con i 16 Gigabit disponibili sulle memorie flash attualmente esistenti.

Ma la prospettiva più affascinate è quella che riguarda l’intelligenza artificiale. Il Memristor permetterà di creare computer con funzioni molto evolute di riconoscimento della capacità visiva. Le nuove equipaggiate con i nuovi nanocircuiti, sarebbero in grado di riconoscere volti e oggetti, imparare e associare eventi passati, apprendendo dall’esperienza e prendendo decisioni. Esattamente come fa il cervello umano o le intelligenze artificiali di cui da anni ci parla la fantascienza.

segnalato dal tox

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...