Scoperta la «formica di Marte»

L’animale è cieco, non ha occhi e possiede lunghe e sottili mascelle che sembrano delle pinzette

 

 

 

 

Ha le sembianze di un extraterrestre: nella foresta amazzonica i ricercatori hanno trovato sottoterra una nuova specie di formica, finora sconosciuta. L’insetto, completamente cieco, quasi trasparente e grande quanto un chicco di riso, è stato battezzato «formica di Marte».

«QUELLA DI MARTE…» – Le formiche popolano la Terra da oltre 120 milioni di anni, 12.000 sono le specie attualmente conosciute. Un team di esperti attorno a Christian Rabeling e Manfred Verhaagh, del Museo di scienze naturali di Karlsruhe in Germania, hanno scoperto ora in Brasile una specie del tutto nuova. Inoltre, durante le ricerche è stato dimostrato che l’esemplare, di appena tre millimetri di grandezza, appartiene alla più antica specie di formiche esistenti al mondo. Per sottolineare il suo insolito aspetto gli studiosi hanno battezzato l’esemplare «Martialis heureka», che liberamente tradotto significa: «Quella di Marte – noi l’abbiamo trovata». La scoperta «Newly discovered sister lineage sheds light on early ant evolution» viene descritta dagli scienziati nella rivista specializzata «Proceedings of the National Academy of Sciences».

CARATTERISTICHE – Per gli scienziati si tratta di una «scoperta sensazionale» poiché è la prima volta da 85 anni a questa parte che si scopre «una specie di formiche completamente nuova. Si tratta della più antica e primitiva formica conosciuta. Averla scoperta è stato un autentico colpo di fortuna». L’animale è cieco, non ha occhi e possiede lunghe e sottili mascelle che sembrano delle pinzette, tutte caratteristiche come non se ne trovano in nessun altra specie delle Formicidae. Rabeling e Verhaagh, assieme a Jeremy Brown dell’Università del Texas, hanno rilevato insieme alla struttura corporea così tante differenze rispetto alle specie di formiche conosciute da poter parlare di una nuova sottospecie, la ventunesima. L’hanno definita un vero e proprio «relitto». Vivono sottoterra in mezzo ai campioni di terriccio e si nutrono di larve d’insetti e di vermi. «Ciò ci fa dedurre che in questo terreno del bassopiano amazzonico siano nascoste ancora una moltitudine di nuove specie», ha spiegato il biologo Christian Rabeling.

COLPO DI FORTUNA – Già cinque anni fa Verhaagh aveva scoperto due esemplari degli animali nel bassopiano dell’Amazzonia, nel quadro di un programma di ricerca finanziato tra il 1996 ed il 2003 dal ministero della Ricerca tedesco, ma i due quasi microscopici insetti erano rimasti attaccati al tubicino di vetro in cui erano conservati ed al momento di staccarli in laboratorio si erano disintegrati. Gli animali sono estremamente rari. «Riuscire a scoprirne un altro è stato come vincere al lotto», ha detto Verhaagh. A scoprire la più antica formica del mondo è stato in maniera casuale Christian Rabeling, che, nel corso di ricerche per il suo dottorato, la vide una notte muoversi sul terreno ricoperto di foglie. L’esemplare, una femmina lavoratrice, è stato conservato fino allo scorso anno nell’Istituto bio-geologico del Museo di scienze naturali di Karlsruhe. Solo al momento dell’analisi genetica per stabilirne il Dna i ricercatori si sono resi conto di aver fatto una scoperta a dir poco spettacolare. Rappresentanti vivi di una nuova sottospecie furono scoperti l’ultima volta nell’anno 1923.

Elmar Burchia

il tox l’aveva sempre detto!

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