Scoperta la proteina che difende i tumori dalla chemioterapia

via http://www.newnotizie.it

Un’equipe britannica del Cancer Resaerch ha scoperto una proteina che permetterebbe al nostro corpo di difendersi dal cancro. La ricerca pubblicata sulla rivista Nature Structural and Molecular Biology, dimostra attraverso questa scoperta il motivo per il quale, alcuni i tumori sarebbero a volte resistenti alle cure chemioterapiche.

La proteina scoperta dai medici inglesi si chiama FANCL, e ricopre un ruolo fondamentale nel sistema di difesa del tumore. Essa infatti aiuterebbe le cellule tumorali  a ripararsi quando vengono colpite dalla chemioterapia, dunque attuerebbe un meccanismo di difesa alla cura.

La scoperta risulta particolarmente importante, poiché potrebbe migliorare i trattamenti antitumorali rendendoli ancora più efficaci di quanto non siano.

La coordinatrice dello studio, Helen Walden, ha commentato: “il nostro team ha determinato la struttura del motore di ‘manutenzione’ presente nella cellula che, se spento, renderebbe le cellule molto più sensibili alla chemioterapia”.

Dunque inibendo la proteina FANCL, i tumori subirebbero una sorta di danno al loro sistema difensivo e di conseguenza diverrebbero più indifesi alla chemioterapia, che potrebbe agire in maniera più efficace alla loro eliminazione.

La ricerca dell’equipe britannica quindi, non fa altro che individuare al meglio il bersaglio da colpire in quei tumori più resistenti.

E’ facile infatti per alcuni tumori resistere e sopravvivere anche dopo la chemioterapia, la quale non fa altro che sfruttare la sensibilità specifica dei singoli tumori a determinate sostanze, per questo per ogni paziente viene studiato un mix di farmaci da somministrargli.

Nell’ambito della chemioterapia antitumorale, l’efficacia del cocktail farmacologico, sta proprio nellaselettività del bersaglio, cioè in quanto è precisa la distruzione delle sole cellule tumorali rispetto a quelle sane. Sappiamo purtroppo che ciò è applicabile solo in termini ideali, in quanto non esiste un chemioterapico, che non abbia effetti collaterali anche sulle cellule sane.

La scoperta è importante proprio perché, l’individuare il modo per rendere indifeso il tumore, accorcerebbe i tempi di intervento, dunque anche quelli durante i quali i tessuti sani verrebbero a contatto con il farmaco chemioterapico.

giulia di trinca

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